Solstizio d’inverno: tradizioni e simbolismi.
Il solstizio d’inverno, che cade intorno al 21 o 22 dicembre, è fin dall’antichità celebrato come la “nascita della luce. Queste date segnano l’inizio ufficiale dell’inverno nel nostro emisfero.
Il sole vive i giorni di maggior declino per poi tornare a prendere potenza il 25 dicembre.
E’ un momento carico di simbolismo, celebrato in molte culture come un tempo di rinascita e rinnovamento.
Fin dall’antichità, il solstizio d’inverno è stato un evento importante in cui si svolgevano feste e rituali. Il solstizio era festeggiato sia nell’epoca pre-cristiana (i popoli nordici celebravano Yule, festa del fuoco per invocare la rinascita del Sole, i Romani festeggiavano Saturno con Saturnalia) che successivamente. Proprio dalle celebrazioni hanno tratto origini le usanze natalizie legate alle luci.
L’uomo anticamente divideva l’anno in base agli equinozi e ai solstizi. Si succedevano un periodo Buio ed un periodo di Luce, inverno ed estate, entrambi molto importanti, per mantenere l’equilibrio necessario ai cicli vitali.
Forze opposte e complementari.
Queste due forze opposte ma complementari venivano associate a varie figure ad esempio in alcune comunità pagane si veneravano due divinità maschili il Re Agrifoglio e il Re Quercia che rappresentavano le forze opposte di buio e luce, vita e morte che si alternavano nel dominio dell’uno sull’altro generando un continua ricerca di equilibrio. Un’altra figura dal duplice volto associata al solstizio è Giano Bifronte, dai Romani considerato il reggente delle due porte solstiziali, ingresso ed uscita dalla caverna cosmica, la stessa grotta in cui per i cristiani Gesù nasce. Vari simbolismi che rappresentano la stessa idea di ciclicità della vita.
Significato e celebrazione.
Quale può essere al di là delle tradizioni religiose e pagane oggi il significato di questo momento e come possiamo celebrarlo?
Penso che il periodo di buio e massimo riassorbimento della terra che viviamo in questi giorni offra occasione di ritirarci in noi stessi, generare introspezione. Mentre tutto intorno a noi si accende di luci lampeggianti, allontanandoci dalla “discesa nella nostra caverna interiore”, possiamo prenderci momenti per invertire il nostro sguardo e portarci dentro la grotta oltrepassando nella discesa le nostre paure più profonde per andare a contattare quella scintilla di luce, la radice ancestrale della vita che risiede in ognuno di noi e che la medicina cinese collega proprio al movimento dell’elemento acqua, al meridiano del Rene e alla stagione dell’inverno.
Quest’anno abbiamo anche una luna nera nel giorno che precede il 21/12 quindi il cielo sarà più buio che mai e quale momento migliore per abbassare il volume esterno e prendere tempo per fermarsi, riflettere e lasciarci entrare nuovamente in contatto con quella scintilla Divina che ci guida anche nei momenti più bui.
Una volta calati in questo spazio sarà più semplice osservare cosa ha alimentato o potrebbe alimentare la nostra fiamma interiore e cosa invece l’ha soffocata. Il nostro intento sarà, quindi, di dare più spazio a ciò che nutre la nostra scintilla e disperdere ciò che, invece, non la lascia risplendere.
Vi lascio il link al mio canale YouTube con il canto del Gayatri Mantra cantato e accompagnato con harmonium da me. Potete ascoltarlo o cantarlo per invocare la Luce Divina affinchè ci guidi verso la saggezza, la consapevolezza e la verità.
Buona rinascita della luce a tutti!
