Viparīta Karanī mudrā: rigenerarsi in estate a testa in giù.


In questi giorni di inizio estate, mentre il caldo intenso comincia a farsi sentire, è ancora più evidente che la pratica dello yoga deve necessariamente mutare seguendo sia le stagioni della terra che le nostre “stagioni interiori”. Proprio come la natura muta, così la nostra pratica sul tappetino deve essere sapientemente adattata. È solo ascoltando i movimenti che si esprimono fuori e dentro di noi che possiamo mettere in equilibrio il nostro mondo interiore con quello esterno, nutrendo profondamente il nostro essere e creando le condizioni ideali per poter proseguire, con lucidità e freschezza, il nostro cammino di crescita.

Anche se la via dello yoga è un continuo riaccordarsi con l’unicità del momento presente, possiamo però dire che esiste una postura che diviene un rimedio perfetto nella stagione estiva: in questo articolo vi parlerò proprio di Viparīta Karanī mudrā.


Tenere a bada il proprio fuoco.

Quando l’estate raggiunge il suo apice, il confine tra il calore che nutre e quello che consuma si fa sottile. Nella Medicina Tradizionale Cinese, questa è la stagione dell’Elemento Fuoco: quando pulsa in eccesso, incendia il corpo e agita lo spirito, trasformando la vitalità in sovraeccitazione e ipereccitabilità che danneggiano l’armonia interiore.

Una sintonia perfetta si ritrova nell’Ayurveda, per cui l’estate è il regno incontrastato di Pitta Dosha, l’energia del calore e dell’intensità che, se esasperata dal sole implacabile, si traduce in infiammazione, acidità e un’irrequieta stanchezza.

Lo Yoga, dal canto suo, ci parla da secoli di questo stesso fenomeno del fuoco che divampa e brucia consumandoci attraverso il mito di amṛta, il prezioso nettare lunare della freschezza e dell’immortalità che risiede nella sommità del capo. Nel quotidiano questo nettare, secondo i testi yogici, gocciola verso il basso, venendo inesorabilmente bruciato dal fuoco solare del plesso gastrico.

La disciplina dello yoga ci insegna un segreto antico per custodire amṛta e governare le fiamme: è Viparīta Karanī Mudrā.

Viparīta Karanī Mudra non è una semplice postura ma un sigillo sacro che, secondo la tradizione yogica, inverte le leggi della gravità e del tempo. Capovolgendo il corpo e sollevando le gambe verso il cielo, la postura calma l’eccesso dell’Elemento Fuoco, placa la natura fiammeggiante di Pitta e contiene il sole interiore. Il nettare lunare smette di cadere per essere bruciato e viene preservato. Questa ritenzione ci dona profondo e immediato senso di freschezza e rigenerazione.


Le Radici nel Mito: Dove il Sole Incontra la Luna

Questa mudrā è arrivata fino a noi dai testi antichi dell’Hatha Yoga come un segreto alchemico capace di governare gli elementi.

La troviamo celebrata nella Gheranda Samhita e, con particolare enfasi, nella HathaYoga- Pradīpikā (circa XV secolo d.C.). Sono proprio questi versi millenari a svelarci l’anatomia sottile del sigillo. I testi classici descrivono il corpo umano come un microcosmo in cui convivono le polarità dell’universo: il Sole, che risiede nel ventre, sede del fuoco digestivo; e la Luna, che brilla nel cranio, sorgente di rugiada rinfrescante.

Finché restiamo in piedi, il Sole consuma la Luna. Ma nel momento in cui ci si capovolge, la gerarchia cosmica si inverte.

“Esiste un eccelso sistema che inganna la bocca del Sole… per colui che ha l’ombelico in posizione superiore e il palato in quella inferiore, il Sole è in alto e la Luna in basso: questa è chiamata posizione inversa (Viparīta-Karanī)…” Hatha Yoga Pradipika (III, 79-82)

L’antico testo promette persino che la pratica costante di questo mudrā possa distruggere le rughe e i capelli grigi, preservando la giovinezza. Portato nella nostra quotidianità estiva, questo significa trattenere la linfa vitale senza lasciare che venga consumata, restituendo fluidità a un corpo inaridito dal clima.


I Benefici: Rigenerarsi

L’estate porta luce, ma anche stanchezza. Le gambe si fanno pesanti, la mente si agita e possiamo sentirci sovraccarichi e stanchi. Viparīta Karanī mudrā è l’oasi in cui rifugiarsi per stemperare la fatica delle lunghe e torride giornate estive. La pratica di questa postura interviene:

  • Favorendo il ritorno venoso e linfatico, restituisce alle gambe la sensazione di leggerezza, allontanando quella spossatezza tipica delle giornate afose ed eliminando l’affaticamento accumulato durante la giornata.
  • Favorisce uno stato di rilassamento profondo e può contribuire a calmare il sistema nervoso, rinfrescando letteralmente l’organismo.
  • Allevia l’ansia e l’insonnia tipiche delle notti estive più calde


Suggerimenti per la Pratica: Rendi la Posa Dolce


Per praticare Viparīta Karanī mudrā cerca una parete libera.

1. Siediti di fianco alla parete, con un’anca a stretto contatto con il muro.

2. Con un movimento fluido e circolare, ruota il bacino e distendi le gambe verso l’alto, appoggiandole alla parete, mentre scendi con la schiena a terra.

3. Per mantenere la posa più a lungo senza troppo sforzo, puoi posizionare un cuscino (bolster) o una coperta ripiegata sotto il sacro, così da sollevare leggermente il bacino e aumentare l’inversione senza attivarti troppo muscolarmente.

4. Lascia le braccia aperte a candelabro o distese lungo i fianchi, con i palmi rivolti al cielo per accogliere gli effetti della posa. Chiudi gli occhi.

Un piccolo consiglio: Se non pratichi quotidianamente la postura o le inversioni, non fermarti troppo a lungo; abitua il corpo lentamente, aumentando gradualmente la durata giorno per giorno.

Quando Fare Attenzione

Nonostante si tratti di un’inversione dolce, è comunque importante ascoltare il proprio corpo e consultare il medico in presenza di condizioni specifiche. La pratica di Viparīta Karanī mudrā è sconsigliata o richiede cautela in caso di:

  • Problemi oculari gravi (come il glaucoma o forte pressione oculare).
  • Ipertensione arteriosa non controllata.
  • Problematiche serie al collo o alla colonna vertebrale.
  • Durante il ciclo mestruale: alcune donne preferiscono evitare le inversioni, ascoltati e senti se va bene per te.

Se non sei esperto pratica sotto la guida di un insegnante che potrà aiutarti a comprendere come adattare al meglio la postura al tuo corpo e guidarti per un’esperienza ancora più profonda.

Al termine della pratica, scivola lentamente su un fianco, rimani rannicchiato per un po’, prenditi il tuo tempo prima di risalire e resta con le belle sensazioni che questa postura evoca nel tuo corpo.

L’estate ci invita a rallentare e a custodire le nostre energie. Anche pochi minuti in Viparīta Karanī mudrā possono diventare un gesto quotidiano di ascolto e di cura, aiutandoci ad attraversare la stagione con maggiore freschezza, equilibrio e presenza.

Buona estate!

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