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Entusiasmo: la primavera che abita il corpo.

Ogni tanto, mentre sono immersa nelle pratiche di Yoga o Shiatsu, arrivano parole che esprimono in maniera essenziale ciò che accade in quel momento. Sono testimone di piccoli miracoli: i corpi di chi sto guidando o trattando si sciolgono, lo sguardo si illumina e io vivo, in prima persona, quell’esperienza di risveglio.

In questo periodo c’è una parola che risuona con insistenza dentro di me, una parola pienamente connessa alla primavera — che percepisco non solo come una stagione, ma come uno stato dell’essere: entusiasmo.

La primavera è il momento in cui la natura inizia a spingere. In questo articolo vi racconto come questa forza vitale si esprima attraverso la linfa che sale negli alberi, esattamente come l’energia che scorre nei nostri corpi quando non trova ostacoli.


L’entusiasmo: la forza che ci guida

Il risveglio nel silenzio

C’è un momento, prima che il verde appaia, in cui tutto è ancora nascosto nel silenzio. La terra è fredda, i rami sembrano nudi, ma nel profondo qualcosa si è già svegliato. È lì che abita la forza che ci guida.

L’Entusiasmo è un movimento invisibile e potente. Ho scoperto che gli antichi greci chiamavano questa scintilla interiore en-theos: avere il divino dentro, essere mossi da un soffio sacro, il soffio della vita. È quella guida interiore che non sbaglia mai direzione e che suggerisce al seme quando è tempo di trasformarsi per diventare stelo.

Il movimento Legno nello Shiastu

Nello Shiatsu, questo richiamo corrisponde al risveglio del Ki nell’elemento Legno. Dopo il riposo profondo dell’inverno (l’Acqua), i meridiani di Fegato e Cistifellea si attivano. Non è una scelta conscia del corpo, è una necessità vitale. L’entusiasmo è la spinta a seguire questa guida interiore che ci guida a pianificare, a decidere, a nascere di nuovo.

La Pratica Yoga: Radicamento, spinta e Respiro

La terra come sostegno, non come ostacolo

Nello Yoga, praticare in primavera significa percepire e sostenere questa spinta originaria. Tutto inizia dal nostro contatto con la terra. Quando portiamo l’attenzione ai piedi, non cerchiamo solo stabilità, ma vita. È in quel piccolo vuoto nell’arco plantare che risiede il segreto: un ponte sospeso che trasforma il peso in spinta verso l’alto. In quel contatto, accade il miracolo: il corpo smette di lottare per sorreggersi da solo perché finalmente percepisce che c’è una forza più grande che lo sostiene.

Il respiro che libera lo spazio

A questo contatto si unisce il respiro che ci abita. Non siamo noi a dover ‘fare’ il respiro, è lui che ci attraversa, sciogliendo le contrazioni e creando lo spazio necessario affinché l’Entusiasmo possa circolare.

È questa scoperta che ci permette di passare dal senso del dovere al piacere di esistere. Quando sentiamo che siamo sostenuti dalla terra e abitati dal respiro, la mente si libera dalla nebbia e il corpo smette di essere un peso. Possiamo semplicemente iniziare ad aprirci, a sbocciare e a fiorire con la naturalezza di un fiore a primavera.

L’arte di fiorire senza sforzo.

Dalla resistenza all’espansione

Praticare con lo spirito e l’energia dell’Entusiasmo significa proprio questo: abbandonare la contrazione per abbracciare l’espansione, ricordandoci che siamo nati per abitare questa bellezza con un cuore leggero e uno sguardo luminoso.

Significa smettere di agire per “senso del dovere” e iniziare a muoversi per “piacere di esistere”. La natura, in questo periodo, ci dimostra che la crescita non avviene attraverso una lotta estenuante, ma grazie a una spinta costante, precisa e orientata.

L’equilibrio tra fermezza e gioia

Attraverso lo Yoga e lo Shiatsu, abbiamo la possibilità di educare il nostro corpo a questa stessa modalità: una fermezza che non diventa rigidità e un impegno che non diventa fatica. Il segreto non è fare di più, ma fare con uno spirito diverso.

Per me, non esiste spettacolo più emozionante che assistere a questo risveglio. C’è una bellezza indicibile nel vedere un corpo che si arrende alla propria natura.

In quei momenti, sono testimone di un ritorno a casa: vedo l’Entusiasmo, il Prana, il Ki tornare a scorrere in modo fluido e senza sforzo, proprio come la linfa che risale silenziosa verso la cima di un albero. Lo sguardo si fa limpido, la pelle distesa, e quell’energia vitale, che prima era rimasta contratta nel timore o nella stanchezza, torna a danzare libera in ogni cellula.

Portando questa riflessione fuori dal tappetino o dal futon: cerchiamo quel punto di equilibrio dove lo sforzo incontra la gioia. È lì, in quello spazio di leggerezza ritrovata, che la vita smette di essere un peso e torna a essere un’esperienza da assaporare pienamente.

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