Prendersi cura di sè – Lo Yoga

Cosa vuol dire prendersi cura di sé?

Penso che il prendersi cura di sé, di qualcuno o di qualcosa parta dall’ascolto, un ascolto attento e carico di premura verso i bisogni e le necessità di chi riceve questa cura.

Oggi vorrei riflettere sul perché sia divenuto così difficile entrare in questo tipo di ascolto con noi stessi.

Io stessa a volte mi dimentico di me. Come mai?

Mi sono interrogata spesso su questa dinamica e credo che in gran parte sia dovuto al fatto che siamo immersi in un oceano di stimoli, richieste, attività tanto che è facile che ci scordiamo di noi, ignorando i segnali che arrivano dal corpo e le voci che ci parlano dall’interno.

Come tornare a ricordarci di noi?

La pratica dello yoga è un ottimo modo. Le sessioni sono uno spazio in cui permettersi  di rallentare ed entrare in quella qualità di ascolto che lascia emergere i  bisogni, ci permette di abbracciare le paure e sciogliere, ammorbidire, dagli strati più superficiali fino a quelli più profondi, il nostro corpo. Quando questo scioglimento accade allora l’energia, prāna per la tradizione yoga, che permea il nostro corpo rendendolo vivo,  può tornare a scorrere e tutto questo si esprime in un grande senso di liberazione, benessere e leggerezza.

E’ un processo che si costruisce un po’ alla volta e, come per ogni relazione,  anche quella con noi stessi, richiede tempo e pazienza.

Nel mentre ci conosciamo o torniamo a riconoscerci prendiamo fiducia nella nostra parte più istintiva, quella parte che sa realmente cosa vogliamo. 

Come è possibile se  si tratta solo di posture?

No, non sono solo semplici posizioni c’è di più. Il respiro, i gesti (mudra), i movimenti (energetici) rendono le sessioni una sorta di momento in cui riaccordare il nostro essere intero, proprio come si fa con uno strumento, per lasciare che torni a suonare in maniera armoniosa.


Photo credit: Lelia Scarfiotti

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